La documentazione come processo

L’atto di scrivere è l’atto di scoprire quello che si pensa. (D. Hare)

Quando si documenta si rende necessario operare delle scelte importanti relative alla selezione e organizzazione dei contenuti, ma anche ai linguaggi più adatti ed efficaci per raccontarli. Si tratta di decidere quali sono le informazioni necessarie per consentire al destinatario cui ci rivolgiamo di comprendere quanto vogliamo dirgli, di dare una forma all’esperienza che le consenta di diventare informazione.

Spesso accade che la decisione di documentare venga presa quando l’esperienza è terminata o è già in fase avanzata e questo porta alla produzione di documentazioni che si caratterizzano come semplici raccolte cronologiche di materiali, prive di qualsiasi forma di rielaborazione dei contenuti.

Entrare in una logica di documentazione educativa e didattica intesa come processo pensato di recupero, rilettura e rielaborazione delle esperienze, di ricerca di senso, comporta necessariamente passare da strategie intuitive, implicite e non intenzionali a strategie consapevoli, volute ed intenzionali, cioè ad una dimensione progettuale della documentazione, significa documentare non le attività, ma i processi, cioè raccontare non tanto cosa ho fatto, ma perché l’ho fatto e in che modo.

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